Oro, il trend del prossimo biennio?

Scritto il alle 12:48 da [email protected]

Il metallo giallo, proiettato a 1.000 $ l’oncia dalle maggiori grandi banche d’affari, potrebbe a sorpresa essere il trend dei prossimi anni.

Analizziamo il grafico sottostante

oro

 

Dopo i picchi raggiunti a settembre 2011 sfiorando quota 2.000 $, l’oro ha iniziato una fase laterale molto volatile, con i prezzi in oscillazione tra i 1.530 e i 1.800 $, fino ad ottobre 2012, quando, non riuscendo per la terza volta a superare la resistenza a 1.800, ha iniziato la lunga discesa fino ad approdare al supporto di 1.180 $, perdendo oltre il 30% in un anno.

Da allora è iniziata una nuova fase laterale, con rimbalzi sempre più contenuti che hanno portato alla formazione di un triangolo. La rottura ad inizio novembre dell’importante supporto a 1.180 $ sembrava aver determinato l’uscita dal triangolo e l’inizio di una nuova fase ribassista. Ma così non è stato. Le reazioni ad ogni ribasso sotto i 1.180 $ sono sempre state immediate e violente. Pertanto potrebbe essere stato semplicemente un falso segnale.

Questo potrebbe farci pensare che a quel livello di prezzi è presente un gran numero di compratori. Ma la definitiva fine della fase ribassista potrebbe essere determinata dal superamento rialzista del triangolo disegnato, ad oggi in area 1.280/1.300, anche se la conferma arriverebbe con una chiusura settimanale sopra quota 1.350 $ (precedente max raggiunto a luglio 2014)

Inoltre ci sono altri due aspetti puramente tecnici che mi fanno pensare ad una nuova fase rialzista: i volumi e l’analisi del RSI.

I volumi negli ultimi 3 mesi sono in forte aumento, quasi ad indicare una fase di accumulazione, uno scambio tra mani forti.

L’RSI invece ci indica, dopo l’uscita dalla fase di ipervenduto nell’estate 2013, una bullish divergence, con l’oscillatore che non segna un nuovo minimo in corrispondenza del minimo toccato dai prezzi.

 

Oltre a motivi puramente tecnici, ci sono anche quelli economici da tenere in considerazione.

L’oro è considerato da sempre il bene rifugio per eccellenza. Molti si rifugiano nel metallo giallo nei momenti di tensione o crisi economiche proprio per mettersi al riparo dal rischio collegato ad altri asset quali le azioni, o anche per tutelarsi da periodi di prolungata inflazione, in quanto, essendo un bene materiale, tende a mantenere intatto il proprio valore nel tempo.

Alla luce della debolezza economica dell’Europa, oltre al rallentamento dell’economia mondiale, molti investitori che negli ultimi anni hanno realizzato enormi guadagni sui mercati azionari mondiali (ricordiamo che il mercato “toro” dura ormai da marzo 2009, quasi 6 anni) potrebbero decidere di modificare i propri portafogli incrementando le posizioni in oro proprio a scapito di asset finanziari.

Il cambio di politica monetaria da parte degli USA, con probabili rialzi dei tassi d’interesse, potrebbe contrastare l’aumento di inflazione e pertanto frenare o bloccare il prezzo dell’oro, ma la revisione della forward guidance  è ancora in dubbio. La Yellen ha già detto che sarà paziente e valuterà attentamente le prossime mosse, consapevole che un rialzo dei tassi porterebbe sicuramente delle tensioni sui mercati azionari, ormai assuefatti dall’abbondante liquidità ottenibile a condizioni molto favorevoli (oltre che dalla mancanza di alternative d’investimento); inoltre le tensioni provenienti dall’Europa potrebbero far cambiare idea sul cambio di politica monetaria, in quanto una forza troppo eccessiva del dollaro avrebbe ripercussioni sull’export e sull’economia a stelle e strisce.

Ma come ci comporteremo operativamente?

Se credete nella mia analisi, si può valutare:

–  un ingresso long in caso di piccolo ritracciamento in area 1.200/1.210 con stop a 1.175

–  in alternativa si può aspettare il superamento della trendline ribassista del triangolo, ad oggi all’incirca a 1.300 (ovviamente più passano le settimane più tale soglia si abbasserà)

Il primo target è a quota 1.500/1.550 ma in caso di peggioramento della situazione internazionale, non è escluso un ritorno su valori molto più elevati.

Tutta l’analisi verrebbe invalidata con un consolidato ritorno dei prezzi al di sotto del supporto a 1.180/1.170.

La mia speranza nel prossimo biennio è proprio nell’invalidazione di questa analisi come conseguenza del miglioramento della situazione economica europea e mondiale. Ma se così non fosse, allora cerchiamo di metterci al riparo confidando nel nostro amico giallo.

Mauro Tartamelli

 

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